La delegazione dei Giovani Democratici della Toscana ha visitato la casa circondariale di Massa Marittima, incontrando la direttrice Valentina Bruno, il personale dell’istituto e confrontandosi con le condizioni di vita delle persone detenute. L’iniziativa rientra nel percorso regionale promosso dal gruppo politico per raccogliere criticità e proposte sul sistema penitenziario.
La struttura dispone di 48 posti regolamentari, ma ospita attualmente 59 persone detenute. A incidere sulla gestione quotidiana è anche la carenza di organico della Polizia penitenziaria: sono presenti 28 unità rispetto alle 36 previste. Restano inoltre problemi legati agli spazi. In alcune camere sono presenti più persone e la palestra dell’istituto, utilizzata anche per attività trattamentali e di socializzazione, è inutilizzabile dal 2006.
Le attività e le carenze dell’istituto
All’interno della casa circondariale sono attivi percorsi scolastici, formativi, lavorativi e di socializzazione. La loro continuità, secondo quanto emerso durante l’incontro, richiede però personale sufficiente, risorse e ambienti adeguati. Il sottorganico rischia di limitare l’ampliamento delle iniziative e di ridurre le opportunità legate al reinserimento sociale.
Il segretario regionale dei Giovani Democratici, Bernardo Taddei, ha collegato le criticità locali alla situazione complessiva del sistema carcerario, richiamando la campagna Dimenticat3. Secondo Taddei, l’istituto presenta condizioni nel complesso positive, ma deve affrontare problemi rilevanti, dalla mancanza di agenti alla palestra chiusa. Le difficoltà di Sollicciano e la redistribuzione dei detenuti, ha aggiunto, hanno avuto ripercussioni anche su Massa Marittima, che ha ricevuto trasferimenti da Porto Azzurro.
Taddei ha sostenuto la necessità di riportare le carceri al centro dell’agenda politica, con l’obiettivo di coniugare giustizia, riduzione della recidiva e sicurezza. Nel suo intervento ha richiamato anche il ruolo dell’amministrazione comunale, che può favorire le attività di reinserimento, rafforzare il rapporto tra istituto e comunità e garantire servizi adeguati per raggiungere la struttura.
Il recupero della palestra
Il deputato Marco Simiani ha chiesto un intervento concreto sulla casa circondariale, ricordando un’interrogazione già presentata e indicando come priorità la carenza di personale e il recupero della palestra, chiusa da quasi vent’anni. Lo spazio, secondo il parlamentare, potrebbe essere utilizzato per attività sportive, educative e trattamentali. Simiani ha inoltre indicato la necessità di lavorare con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per individuare risorse e soluzioni.
Tra le proposte richiamate c’è anche la costruzione di percorsi strutturati con associazioni, realtà del territorio e imprese, così da aumentare le occasioni di formazione, lavoro e socialità. La consigliera regionale Lidia Bai ha sottolineato l’importanza di un rapporto stabile tra gli istituti penitenziari e le città che li ospitano, coinvolgendo il tessuto sociale, culturale e produttivo locale.
Il segretario dei Giovani Democratici di Grosseto, Cosimo Garofalo, ha descritto una realtà curata e caratterizzata dall’impegno degli operatori, ma ha evidenziato il peso del sottorganico. Nell’istituto sono presenti, tra gli altri, corsi di italiano per stranieri, attività di chitarra e progetti con soggetti esterni. Senza personale sufficiente, ha osservato, diventa difficile ampliare i percorsi: meno attività trattamentali significa meno opportunità di reinserimento e può incidere anche sulla sicurezza interna.
Alla visita hanno partecipato, oltre a Simiani, Bai, Taddei e Garofalo, il consigliere comunale di Grosseto Cristian Marchini, Matilde Coluccini e Madalina Golea della segreteria regionale dei Giovani Democratici, insieme a Matteo Porta e Matteo Donati della segreteria provinciale. L’obiettivo del percorso è elaborare una proposta politica capace di tenere insieme dignità, diritti, sicurezza e funzione rieducativa della pena.