Accordo produttivo

Manni: rilancio industriale e nuovi obiettivi per Sol.Tiox

La proposta punta su occupazione, ambiente, energia pulita e controlli annuali nell’area chimica.

Manni: rilancio industriale e nuovi obiettivi per Sol.Tiox

La ripartenza di Sol.Tiox e la tutela dei lavoratori devono rappresentare il punto di partenza per una strategia più ampia dedicata al comprensorio del Casone. È la posizione espressa dal consigliere comunale di Follonica Giacomo Manni dopo la Commissione sull’Accordo di Programma relativo allo stabilimento, riunione che non si è svolta per la mancanza del numero legale.

Manni ha riferito di essersi trattenuto al termine della seduta con il dirigente, al quale ha illustrato le proposte elaborate e successivamente protocollate, con l’obiettivo di inserirle nell’Accordo di Programma. Il consigliere, insieme agli altri gruppi di opposizione, ha inoltre manifestato amarezza per il mancato svolgimento della Commissione, sottolineando la necessità di discutere nel merito un’intesa considerata strategica e di avanzare indicazioni concrete.

Un polo chimico integrato

Tra le proposte figura uno studio per lo sviluppo di un polo chimico integrato del Casone. Sol.Tiox e Nuova Solmine appartengono allo stesso gruppo industriale, operano nella medesima area e hanno già processi produttivi fortemente collegati. Nel comprensorio sono presenti impianti e competenze legati all’acido solforico, al biossido di titanio, al vapore e ai servizi industriali.

Secondo Manni, queste risorse dovrebbero essere organizzate in modo più efficace per individuare nuove produzioni a maggiore valore aggiunto, rafforzare le integrazioni tra i cicli produttivi e favorire ulteriori investimenti. L’obiettivo indicato non è soltanto mantenere i livelli occupazionali esistenti, ma creare le condizioni per nuove opportunità di lavoro, in particolare per le giovani generazioni.

Economia circolare e monitoraggio

Un altro capitolo riguarda l’economia circolare. Manni cita l’impiego della marmettola proveniente dal comparto lapideo come esempio di recupero di un residuo trasformato in risorsa per un altro settore. La stessa logica, secondo il consigliere, dovrebbe essere rafforzata nel ciclo di Sol.Tiox, con interventi orientati alla riduzione, al recupero e alla valorizzazione dei gessi.

Gli investimenti sul trattamento dei gessi e sulla riconcentrazione dell’acido esausto, prosegue Manni, dovrebbero essere accompagnati da obiettivi, scadenze e risultati verificabili. Alla politica, precisa, non spetta definire gli aspetti tecnici, ma l’Accordo dovrebbe stabilire impegni chiari e consentire di misurarne gli effetti. La continuità produttiva e occupazionale dovrebbe procedere insieme al miglioramento ambientale, riducendo progressivamente i gessi destinati allo smaltimento e aumentando, dove possibile, recupero e valorizzazione.

Tra le ipotesi avanzate c’è anche l’installazione di impianti fotovoltaici nelle aree del comprensorio già interessate da bonifica o messa in sicurezza, purché compatibile sotto il profilo tecnico e ambientale. L’utilizzo di superfici già compromesse potrebbe consentire di produrre energia rinnovabile limitando il consumo di nuovo suolo. Lo studio dovrebbe valutare anche eventuali forme di autoconsumo e di condivisione dell’energia.

Infine, Manni propone un monitoraggio annuale basato su indicatori riferiti a occupazione, produzione, investimenti, marmettola utilizzata, gessi prodotti, recuperati e smaltiti, bonifiche, innovazione ed energia. La verifica dovrebbe chiarire quanto è stato realizzato, quali risultati sono stati raggiunti e quali interventi restano da completare. La sintesi della proposta si concentra su quattro direttrici: consolidare Sol.Tiox e tutelare i lavoratori, integrare maggiormente le attività del Casone, rendere misurabili gli obiettivi ambientali e utilizzare innovazione ed energia rinnovabile per rafforzare la competitività del comprensorio.