Sanità territoriale

Critiche alla riorganizzazione della chirurgia ospedaliera

Irene Marconi e Lidia Bai contestano il metodo e gli effetti del piano Asl sui presidi periferici.

Critiche alla riorganizzazione della chirurgia ospedaliera

Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima, e Lidia Bai, consigliera regionale del Partito democratico, contestano la riorganizzazione della chirurgia annunciata dalla Asl nella provincia di Grosseto. Al centro della protesta c’è il progetto che prevede di concentrare nell’ospedale Misericordia gli interventi complessi e urgenti, mentre ai presidi periferici di Massa Marittima, Orbetello e Castel del Piano resterebbero le operazioni programmabili e di medio-bassa complessità.

Il nodo del confronto istituzionale

Secondo Marconi, una modifica così rilevante dell’offerta sanitaria non sarebbe stata preceduta da un confronto adeguato con le amministrazioni locali, la Conferenza dei sindaci, gli operatori e le rappresentanze sindacali. La sindaca considera particolarmente grave il metodo seguito e sostiene che una decisione destinata a incidere sul presidio di Massa Marittima e sul diritto alla salute dei cittadini delle Colline metallifere non possa essere assunta senza il coinvolgimento del territorio.

La posizione della prima cittadina è netta: la sanità di prossimità, afferma, non dovrebbe essere considerata una voce da ridurre, ma un diritto da tutelare. Nel suo intervento, Marconi chiede quindi che il piano venga discusso con tutti i soggetti interessati prima di procedere a cambiamenti nell’organizzazione delle attività chirurgiche.

Le criticità dell’ospedale di riferimento

La sindaca mette inoltre in dubbio l’opportunità di trasferire ulteriori attività verso l’ospedale Misericordia di Grosseto. A suo giudizio, il presidio centrale deve già fare i conti con reparti sovraccarichi, difficoltà nel Pronto soccorso, turni gravosi per il personale e attese prolungate dei pazienti sulle barelle, soprattutto durante il periodo estivo.

Da qui la domanda posta da Marconi: se l’hub provinciale presenta già queste difficoltà, concentrare altre prestazioni a Grosseto potrebbe aumentare la pressione sulla struttura invece di risolverla. La sindaca sostiene al contrario che gli ospedali periferici, mantenendo le attività compatibili con le loro funzioni, contribuiscano ad alleggerire il carico sul presidio principale.

Critica anche Lidia Bai, secondo cui assumere decisioni sul futuro dei servizi ospedalieri provinciali senza un confronto istituzionale preventivo rappresenta un errore di metodo e produce conseguenze concrete per i cittadini. La consigliera regionale definisce quindi inaccettabile l’assenza di un percorso condiviso sulla riorganizzazione della rete chirurgica.