Il cantiere è partito nella piana di Ghirlanda, a Massa Marittima, riaccendendo le preoccupazioni di una parte della popolazione sull’impatto dei nuovi impianti energetici. Al centro del confronto c’è Ghirlanda 1, un parco agrivoltaico con una potenza prevista di 7.460,64 kWp, destinato a occupare circa 9,84 ettari recintati.
Il Comune di Massa Marittima precisa di non poter bloccare unilateralmente l’intervento, ma rivendica di aver seguito l’intero iter autorizzativo. La posizione dell’amministrazione distingue il sostegno alla transizione energetica e alle fonti rinnovabili dalla contrarietà alla diffusione indiscriminata dei grandi impianti sui terreni agricoli.
Le richieste dell’amministrazione
La sindaca Irene Marconi e l’assessore all’Ambiente Lorenzo Balestri indicano come priorità per il fotovoltaico le aree industriali, i siti minerari, le zone compromesse da recuperare e bonificare, oltre alle coperture degli edifici e dei parcheggi. Secondo l’amministrazione, nel caso di Ghirlanda il progetto era stato presentato e autorizzato nel maggio 2024.
I terreni interessati rientrano tra le aree considerate idonee dalla normativa nazionale. Per gli impianti con potenza inferiore ai 10 megawatt, spiegano dal Comune, la procedura prevista lascia agli enti locali margini di intervento limitati. Da qui la richiesta di una normativa regionale che consenta ai Comuni di incidere maggiormente sulle scelte legate alla localizzazione degli impianti.
Le condizioni previste
L’amministrazione sottolinea le condizioni ottenute durante la Conferenza dei Servizi. Tra queste figura una fideiussione di oltre 326mila euro, a carico della società, destinata a garantire lo smantellamento dell’impianto e il ripristino dell’area al termine del suo ciclo di vita.
Il progetto prevede inoltre che l’impianto sorga a meno di 200 metri dalla Cabina Primaria Ghirlanda. Questa collocazione consentirebbe di evitare la realizzazione di nuovi elettrodotti di lunga estensione. Resta però il timore espresso dall’amministrazione per la pressione esercitata dai nuovi progetti energetici sul paesaggio agricolo della Maremma.
Marconi e Balestri ribadiscono il sostegno alle fonti rinnovabili, ma contestano gli interventi ritenuti in grado di consumare e trasformare il paesaggio rurale. Il Comune guarda ora alla proposta di legge regionale sulle aree idonee, auspicando che possa restituire agli enti locali maggiore capacità decisionale e contribuire a preservare il territorio agricolo.