La riorganizzazione dell’area chirurgica negli ospedali della provincia continua a suscitare malumori. Il tema sarà al centro della riunione convocata per martedì a Grosseto, alla quale sono chiamati a partecipare i sindaci del territorio. L’incontro punta ad affrontare le conseguenze della riduzione dell’unità di Chirurgia e della concentrazione delle attività sul solo ospedale Misericordia.
Il confronto chiesto dalla Uil
La convocazione è arrivata dopo la sollecitazione della Uil di Grosseto, che ha chiesto l’apertura di un confronto sulla riorganizzazione. Il sindacato ha espresso soddisfazione per l’avvio del percorso di dialogo, considerato necessario per discutere una decisione che riguarda l’organizzazione dei servizi ospedalieri e l’accesso alle cure per i cittadini della Maremma.
Al centro delle contestazioni c’è soprattutto il metodo seguito finora. Secondo la Uil, la riorganizzazione della chirurgia generale sarebbe stata attuata attraverso un atto unilaterale dell’Asl, senza un confronto adeguato con le amministrazioni locali e con le rappresentanze dei lavoratori. Proprio su questo punto i sindaci saranno chiamati a esprimere valutazioni e a discutere possibili soluzioni per la rete ospedaliera provinciale.
Le posizioni dei rappresentanti locali
Tra gli interventi sul tema c’è quello di Amedeo Gabbrielli, consigliere comunale di Noi Moderati-Udc. Gabbrielli ha sostenuto la necessità di una posizione condivisa della politica, con l’obiettivo di garantire una sanità più efficiente e vicina ai territori. La proposta indicata è quella di una rete ospedaliera organizzata secondo il modello Hub & Spoke, con la centralizzazione dell’alta specializzazione a Grosseto.
Secondo questa impostazione, i presidi periferici dovrebbero essere rilanciati attraverso équipe mediche itineranti e una rotazione programmata. L’obiettivo dichiarato è mantenere un collegamento più stretto tra il polo centrale e le strutture presenti negli altri comuni della provincia, evitando che la concentrazione delle attività chirurgiche si traduca in un indebolimento dei servizi locali.
Una posizione critica è stata espressa anche dal gruppo Sorano Insieme si Riparte, che ha chiesto all’amministrazione comunale un cambio di passo immediato. Il gruppo sollecita una partecipazione più incisiva al confronto con l’Asl e un coordinamento con i Comuni vicini, contestando il rischio che le amministrazioni restino semplici spettatrici delle decisioni sulla sanità del territorio.
La riunione dei sindaci rappresenta ora il primo passaggio istituzionale dopo le proteste sollevate dal sindacato e dai gruppi politici locali. Il confronto dovrà chiarire l’orientamento degli amministratori sulla riorganizzazione e le prospettive per i presidi ospedalieri della provincia di Grosseto.