Emergenza ambientale

Associazioni: stop alla caccia per proteggere la fauna

Italia Nostra e Maremma Pro Natura sollecitano i municipi a chiedere una sospensione temporanea durante le giornate inaugurali.

Associazioni: stop alla caccia per proteggere la fauna

Un appello rivolto ai Comuni della Toscana, con Grosseto indicato tra le amministrazioni di riferimento, chiede di sospendere temporaneamente la caccia per tutelare la fauna selvatica. A promuoverlo è Italia Nostra, insieme a decine di associazioni ambientaliste e animaliste che hanno sottoscritto la richiesta. L’obiettivo è intervenire in una fase considerata particolarmente delicata per gli animali, provati dalle condizioni climatiche dell’estate.

Nella raccomandata inviata alle amministrazioni viene chiesto di utilizzare gli strumenti previsti dalla legge regionale e di sollecitare la Giunta toscana ad adottare un divieto temporaneo dell’attività venatoria. La richiesta riguarda in via prioritaria le giornate di apertura del 2 e 6 settembre. In alternativa, le associazioni propongono l’introduzione di misure per ridurre la pressione della caccia sul territorio.

Caldo e risorse idriche in difficoltà

Alla base dell’iniziativa ci sono i dati relativi alla situazione climatica e ambientale. Secondo le rilevazioni del Consorzio LaMMA, il bimestre giugno-luglio è stato il secondo più caldo registrato in Toscana dal 1955. Alla scarsità di piogge e alle temperature elevate si è aggiunta una situazione di forte sofferenza delle risorse idriche, con conseguenze sugli ecosistemi e sugli habitat naturali.

Italia Nostra richiama inoltre le valutazioni dell’Ispra, secondo cui le condizioni di siccità e caldo intenso hanno provocato stress per numerose specie, riduzione delle disponibilità alimentari, prosciugamento degli ambienti umidi, aumento della mortalità e diminuzione del potenziale riproduttivo. In questo contesto, l’attività venatoria rappresenterebbe un ulteriore fattore di pressione per animali già indeboliti.

Francesco Pratesi, presidente del Consiglio regionale toscano di Italia Nostra, sostiene che a condizioni eccezionali debbano corrispondere misure altrettanto straordinarie. L’associazione sottolinea che la fauna selvatica sta affrontando una delle estati più difficili degli ultimi decenni e chiede ai sindaci di assumere iniziative concrete, non soltanto simboliche.

Il richiamo alla legge regionale

Nel testo della richiesta viene citato l’articolo 33, comma 5, della legge regionale Toscana 3/1994. La norma prevede che la Giunta regionale, sentiti i Comuni interessati o su richiesta degli stessi, possa vietare temporaneamente l’esercizio venatorio in determinate zone quando sia necessario proteggere la fauna a causa di particolari condizioni stagionali, climatiche o di altre calamità.

Alla posizione di Italia Nostra si aggiunge quella di Maremma Pro Natura, che ha promosso una petizione per la salvaguardia del capriolo. L’associazione richiama gli studi sullo stato di sofferenza della specie e chiede alla Regione Toscana di riesaminare con urgenza la decisione di consentire, fino al 30 settembre, il prelievo venatorio anche di femmine e piccoli. La richiesta è motivata dal declino già documentato del capriolo e dalle difficili condizioni climatiche della stagione.