Sanità territoriale

Comitati contrari alla riorganizzazione della chirurgia negli ospedali

La protesta riguarda metodo e possibili conseguenze per le zone periferiche.

Comitati contrari alla riorganizzazione della chirurgia negli ospedali

I comitati di partecipazione esprimono netta contrarietà alla decisione dell’Asl Toscana Sud Est sulla riorganizzazione della chirurgia tra i presìdi ospedalieri. La contestazione riguarda sia il metodo seguito per assumere il provvedimento sia le possibili conseguenze per i territori periferici dell’area maremmana e amiatina.

A parlare è Luciano Gianluca Calì, coordinatore del Comitato di Partecipazione della Società della Salute dell’Amiata, Colline metallifere e Area Grossetana. Calì contesta il fatto che informazioni considerate cruciali per la salute e per la vita quotidiana della popolazione siano state apprese attraverso gli organi di informazione, senza un confronto preventivo con gli organismi di partecipazione.

La contestazione sul metodo

“Non è accettabile la modalità con la quale è stata assunta la decisione”, sostiene Calì, che ribadisce la propria posizione anche in qualità di componente del Comitato di Partecipazione aziendale dell’Asl Toscana Sud Est e del Consiglio dei Cittadini per la salute della Regione Toscana, presieduto a Firenze dall’assessora Monni.

Secondo il coordinatore, la riorganizzazione avrebbe dovuto essere preceduta da un percorso di ascolto e confronto con i rappresentanti del territorio. La critica non riguarda quindi soltanto il contenuto del provvedimento, ma anche le modalità con cui la scelta è stata comunicata e resa nota alla popolazione.

Il timore per i presìdi locali

Calì ricorda il primo incontro con Marco Torre, avvenuto nell’ospedale Misericordia di Grosseto poco dopo la nomina del direttore generale. In quell’occasione, riferisce, Torre aveva manifestato l’intenzione di dedicare i primi mesi dell’incarico alla conoscenza del territorio e all’analisi delle sue necessità, con l’obiettivo di avviare un canale di confronto continuativo.

Per questo, la decisione viene definita repentina e accolta con sconcerto dai comitati. Il territorio, sottolinea Calì, deve già fare i conti con carenze di organico e ritardi legati alle liste di attesa. Da qui l’opposizione a ulteriori riduzioni o penalizzazioni dei presìdi ospedalieri locali, considerate potenzialmente gravose per la popolazione dell’area grossetana e amiatina.