Economia locale

Imprese individuali, il nodo del ricambio generazionale

Il 18,7% dei titolari ha almeno settant’anni; artigianato e densità produttiva restano sopra i livelli italiani.

Imprese individuali, il nodo del ricambio generazionale

Il sistema produttivo della provincia di Grosseto mostra una forte propensione all’impresa, ma deve confrontarsi con l’invecchiamento dei titolari e con la difficoltà di assicurare il ricambio generazionale. È quanto emerge dal dossier della Cna Imprese senza ricambio, che analizza la presenza degli imprenditori più anziani e la disponibilità di giovani pronti a subentrare nelle attività.

A giugno 2025, in Italia, i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni erano 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima erano 290.328, l’8,9%. Gli imprenditori ultrasettantenni sono quindi aumentati di quasi 25mila unità, nonostante nello stesso periodo il numero complessivo dei titolari individuali sia diminuito.

Grosseto in testa per incidenza degli over 70

La provincia di Grosseto registra il dato più elevato a livello nazionale per incidenza dei titolari con almeno 70 anni: sono il 18,7% del totale. Seguono Viterbo, con il 17,9%, e Chieti e Trapani, entrambe al 17,6%. Secondo l’analisi, questa distribuzione non coincide semplicemente con la tradizionale divisione tra Nord e Sud, ma riguarda soprattutto i territori in cui all’invecchiamento degli imprenditori si accompagna un indebolimento della base demografica e produttiva più giovane.

Il presidente di Cna Grosseto, Saverio Banini, sottolinea la necessità di sostenere la trasmissione delle attività attraverso politiche attive, credito, finanziamenti e incentivi fiscali mirati. L’obiettivo è favorire l’ingresso di nuovi titolari e preservare competenze e conoscenze maturate nel tempo. La presenza di molti imprenditori anziani, osserva Banini, testimonia anche la volontà di mantenere in vita le proprie aziende e di non disperdere il patrimonio di relazioni costruito con la clientela.

Una struttura artigiana sopra la media

Accanto alle criticità, il quadro provinciale presenta alcuni elementi positivi. Grosseto conta circa 18mila imprese e 49mila addetti, con una media di 2,7 lavoratori per attività. Le imprese attive ogni mille abitanti sono 83,4, contro le 80 della media italiana: un dato che colloca la provincia al 36° posto nella graduatoria nazionale.

Particolarmente rilevante è il peso dell’artigianato. Il 25% delle imprese grossetane è artigiano, rispetto al 21,5% nazionale. Nel decennio 2014-2024 il numero complessivo delle imprese è cresciuto del 2,3%, sei punti in meno rispetto alla media italiana, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione. Gli addetti impiegati nelle imprese artigiane rappresentano inoltre il 21,4% del totale, contro il 13,4% nazionale, dato che porta Grosseto al 15° posto tra le province italiane.

Per Banini, i numeri indicano che il territorio non soffre di una carenza assoluta di imprenditorialità, ma della ridotta dimensione delle attività e della loro limitata capacità di crescita. Tra gli ostacoli viene indicata anche la carenza infrastrutturale, considerata un fattore penalizzante per la competitività. La Cna sta lavorando per favorire l’incontro tra gli imprenditori prossimi a lasciare l’attività e chi potrebbe rilevarla, offrendo supporto nelle fasi di passaggio e trasmissione. L’associazione intende inoltre proseguire il confronto con le istituzioni per migliorare le condizioni degli artigiani della provincia.